31 Marzo 2026

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Alla scoperta della Comunità di Fede… di Pennabilli

Ci spostiamo invece a Pennabilli, dove sono state radunate numerose parrocchie (Pennabilli, Scavolino, Soanne, Maciano, Ponte Messa, Casteldelci e parrocchie limitrofe, Molino di Bascio, Miratoio).

Quali sfide pone questo nuovo assetto pastorale?

don Mirco CesariniLa sfida più importante è quella di “lasciare il proprio campanile” per accogliere e andare incontro alle altre comunità. Si tratta di superare la paura di perdere la propria unicità e centralità per scoprire che in realtà la propria identità si scopre nell’incontro e nell’unità con le altre parrocchie. La Comunità di Fede vissuta come Comunità di comunità parrocchiali non depaupera o annulla le parrocchie più piccole a vantaggio di quelle più grandi. Nello stesso tempo alle parrocchie grandi è chiesto lo sforzo di “decentrarsi” per fare spazio alla specificità delle piccole. Questa reciproca accoglienza e interdipendenza è in grado di valorizzare ogni realtà a vantaggio di tutte.

Giusy Guariglia e Roberta Grifoni – Educare una comunità non significa semplicemente organizzare attività, ma accompagnare persone e famiglie a riscoprire che la fede è un cammino condiviso. È da questa convinzione che nasce il progetto della Comunità di Fede di Pennabilli, un percorso che coinvolge parrocchie, giovani e adulti nel desiderio di costruire una Chiesa più unita, accogliente e credibile. Al centro del progetto non c’è una strategia organizzativa, ma una visione di fede: riscoprire la comunità pastorale come luogo in cui il Vangelo diventa vita quotidiana. In un tempo segnato da frammentazione e solitudini, la scelta di camminare insieme si rivela una risposta concreta al Vangelo, capace di generare relazioni, corresponsabilità e partecipazione. Il nuovo assetto pastorale pone una sfida chiara e impegnativa: passare da esperienze isolate a un cammino condiviso, da parrocchie affiancate a una comunità che si riconosce popolo di Dio in cammino.

Quali sono gli obiettivi prefissati?

 don Mirco Cesarini – Un primo obiettivo è di avere uno strumento di condivisione rappresentativo di tutte le parrocchie della Comunità di Fede. Il gruppo dei rappresentanti di tutti i Consigli pastorali parrocchiali e la sua stabilità è un primo obiettivo. Un secondo obiettivo è di vivere esperienze comunitarie che concretizzino il cammino che si vuole fare insieme: il Triduo pasquale celebrato insieme, un pellegrinaggio, un evento per le famiglie dei ragazzi del catechismo, un percorso di formazione di catechesi o di tipo culturale, la condivisione del servizio caritativo per il territorio, ecc. C’è una progettazione doverosa da fare, senza dimenticare, nella libera azione dello Spirito Santo, che “da cosa nasce cosa”.

Giusy Guariglia e Roberta Grifoni – L’obiettivo è educare la comunità per una pastorale attenta soprattutto ai giovani e alle famiglie, capace di parlare alla vita reale e di rendere più credibile la testimonianza cristiana. Il frutto atteso è una Chiesa più consapevole della propria vocazione alla comunione, più partecipata e più missionaria.

In questi mesi abbiamo scoperto che ritrovarci, condividere i nostri dubbi e le nostre difficoltà, ci ha già uniti come Comunità di Fede e che gli obiettivi che ci siamo prefissati possono essere raggiunti, non senza difficoltà. Con lo spirito di comunione e con la voglia di camminare insieme possiamo arrivare lontano.

Quali sono le condizioni di realizzazione del progetto pastorale presentato al Vescovo il 29/11, all’inizio dell’anno pastorale?

don Mirco Cesarini – Le condizioni per realizzare la proposta di Comunità di Fede del nostro Vescovo Domenico sono la fiducia nella bontà di questa proposta, la pazienza nel realizzarla, la tenacia nel non scoraggiarsi davanti alle difficoltà, la capacità di saper vedere i germogli di un cambiamento che è già in atto e che porterà buoni frutti.

Giusy Guariglia e Roberta Grifoni – Il progetto presentato il 29 novembre a Pennabilli non è un documento da conservare, ma un processo da vivere nel tempo. Vorremmo fare nostre queste parole: “Lavorare insieme su questo progetto è stato profondamente arricchente. Il confronto, l’ascolto e la condivisione mi hanno aiutato a comprendere che la comunione non è solo un obiettivo pastorale, ma uno stile di vita ecclesiale: camminando insieme, impariamo davvero cosa significa essere corpo di Cristo”.

Via al prato, 47864 Pennabilli Poggio Gattone, Emilia-Romagna Italia
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