19 Gennaio 2026

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Alla scoperta di… San Leo

«Il nuovo assetto pastorale pone certamente molte sfide. Prima di tutto è necessario uscire dalla “dimensione del campanile”, ovvero cambiare quella mentalità che inevitabilmente tende ad isolare la propria comunità da quelle vicine, anche se distanti appena qualche chilometro. Questo vale per gli adulti, per i giovani, ma anche per i sacerdoti, i quali spesso abitano la loro Parrocchia come se fosse un piccolo “regno”, indipendentemente che si tratti di un ducato in decadenza o un principato in via di sviluppo».

È questa la prima analisi che ci offre don Giuliano Boschetti, Parroco in solido insieme a don Emilio Contreras delle parrocchie di Santa Maria Assunta a San Leo, di San Pietro apostolo a Pietracuta e di San Martino vescovo a Pietramaura: da moderatore di tale “Comunità di fede” percepisce le difficoltà, ma anche i punti di valore di questo nuovo assetto pastorale. «Penso sia arrivato il momento di cominciare a fare le cose insieme» prosegue don Giuliano.

«È necessario “prestarsi” gli uni agli altri, farsi dono reciprocamente delle capacità ricevute, collaborare su temi comuni, ben consapevoli che non tutte le cose devono essere fatte in ogni Parrocchia. Certo, il Vescovo ci ha chiesto di unirci a due territori sammarinesi (Acquaviva e Chiesanuova) e a territori tra San Leo e Novafeltria: seppur vicine, queste Parrocchie sono in alcuni casi difficilmente raggiungibili per via della loro geografia e appartenenti a due Stati distinti».

Come porsi dunque di fronte a questa sfida

«Bisognerà valorizzare gli aspetti propri di ogni territorio e trovare ciò che li rende simili». «Una ulteriore difficoltà è di natura “progettuale”» spiega il Parroco di San Leo.

«Il Vescovo ci ha presentato un modello moderno di fare comunità, con punti di riferimento aziendali e con una mentalità di sviluppo che non è quella riscontrabile nella nostra gente: da una parte dunque dobbiamo tradurre questi argomenti e renderli alla portata di tutti, dall’altra è necessario trovare risposte che si inseriscano nello schema che ci è stato presentato. Ci stiamo lavorando e lo faremo con molta calma: stare insieme è faticoso. Desideriamo utilizzare il gruppo di servizio che è nato per costituire la “Comunità di fede” come occasione per conoscersi reciprocamente sempre di più. Inoltre vogliamo pensare alla possibilità di proposte per il dopo-cresima attraverso il lavoro di una équipe».

Il grande obiettivo che questa nuova comunità si prefigge

«In ultima istanza, si tratta del desiderio di imparare a camminare insieme» afferma don Giuliano. «Ci proponiamo di essere segno e testimonianza verso coloro che sono lontani. Vorremmo essere comunità accoglienti, spazio in cui le persone possano trovare un luogo di senso che aiuti a cogliere i “perché” della vita. Probabilmente non basteranno i cinque anni previsti dal Vescovo per la realizzazione di questo progetto: l’importante è iniziare e cambiare i nostri cuori, trasformare la nostra mentalità e passare dall’aspirazione di difendere i nostri territori al desiderio di essere una Chiesa in uscita che annuncia a tutti il Vangelo».

Progetti elaborati dalla Comunità di Fede per l’anno 2025/26

47865 San Leo, Emilia-Romagna Italia
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